La storia del COSTUME DA BAGNO

Volete conoscere la storia del costume da bagno?


Percorrendo il tempo all’indietro per conoscere come è nato il costume da bagno, non possiamo tralasciare la mitica figura di Maria Carolina di Berry,  moglie di Carlo Ferdinando di Borbone.

Fu lei la prima donna a indossare, agli inizi dell’Ottocento, un vestito “studiato” apposta per entrare in acqua: un abito di lana pesante, cappello, ombrello, guanti, calze e scarpe di vernice.  Fu un comportamento scandaloso per i suoi tempi, in quanto alle dame era concesso solo ed esclusivamente stare sul bagnasciuga.

maria antonietta
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Si dovette attendere il 1870 perché la moda contemplasse l’idea che anche per la donna fosse possibile fare un bagno in pubblico,  ovviamente vestite, indossando completi secondo la moda alla marinara, con il collo rettangolare sul dorso. Verso la fine del secolo compaiono le prime magliette a righe bianche e blu, i decori con oggetti marinari, maniche a sbuffo e bustini sotto il costume per mettere in evidenza il vitino sottile, gonnellini a campana, pantaloni più aderenti o alla zuava, il tutto confezionato in sergia (stoffa diagonale) di lana, il tessuto più diffuso, in genere nei colori blu, nero e rosso. Le scarpine sono più leggere e traforate per lasciare passare l’acqua, munite di lunghe stringhe da allacciare intorno alla caviglia, mentre in testa furoreggiano foulards in tessuto impermeabile da annodare sopra alla testa.

costume marinara
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Già nel 1910 i costumi da bagno iniziano ad essere molto curati, ma è negli anni Venti che avvengono importanti trasformazioni, grazie anche al sarto parigino Poiret.  I colori diventano più chiari, compaiono le prime camicie da bagno, simili a camicie da notte bianche. Si diffonde la linea “Impero”, senza tagli in vita. Nel frattempo diventa una consuetudine il soggiorno estivo al mare e con ciò anche le attività sportive all’aperto richiedono abbigliamenti adatti, comodi e pratici. Compaiono costumi interi e lunghi pagliaccetti aderenti. La lana continua a essere preferita rispetto al cotone in quanto, essendo più pesante, una volta bagnata non aderisce al corpo e non diventa trasparente.

primi costumi interi
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Dal 1937 i costumi, ormai in tessuto di seta elasticizzato, sono sempre più spesso costituiti da corti pantaloncini legati in vita e reggiseno. Le fantasie che vanno per la maggiore sono colorate stampe a fiori, mentre si diffondono le vestaglie da portare sopra il costume: lunghe e ampie, fatte a redingote con cintura in vita. Con gli anni Quaranta si assiste a una moda condizionata dalla guerra e dalla scarsa reperibilità di tessuti di buona qualità. La fantasia cerca di supplire a queste mancanze. Compaiono così vestagliette più corte, decorate con ritagli di stoffa, e ingegnose guarnizioni fai da te.

costumi anni 40
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E’ del 1939 il primo vero “due pezzi” lanciato dalla Casa Jantzen.
In realtà il “due pezzi” non era una novità.  Comparso nei primi secoli dopo Cristo, non serviva per nuotare, perché all’epoca lo si faceva nudi,  né serviva per prendere il sole in spiaggia.  A quanto mostrano i famosi mosaici di Piazza Armerina,  il due pezzi serviva soprattutto per l’atletica,  la danza e nelle scuole di ginnastica. Ad ogni modo,  per la concezione moderna di tale indumento bisogna aspettare il 1946 . Proprio quell’anno, gli Stati Uniti avevano fatto esplodere nel Pacifico alcuni ordigni nucleari su di un atollo chiamato Bikini (situato nelle isole Marshall). Questo evento fece tanto scalpore quanto l’introduzione del nuovo costume,  pertanto gli stilisti ribattezzarono l’ormai celebre capo d’abbigliamento  con lo stesso nome dell’atollo.

costume nell'antichità
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Lo stilista Louis Réard presentò un modello che era il prototipo di ciò che conosciamo noi oggi: un due pezzi con una mutandina ridotta che lascia scoperto l’ombelico. Ci vorranno anni e bagnanti audaci e coraggiose prima che il bikini entri nell’abbigliamento comune da spiaggia. Intanto si vedono i primi pantaloni alla pescatora, i grandi cappelli di paglia, fusciacche e sciarpe, in una profusione di tessuti a pois, a quadrettini, ornati con spighette o sangallo.

louis reard
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Negli  anni Cinquanta il bikini è ancora bandito e spesso il suo uso in luogo pubblico viene punito dalle forze dell’ordine per oltraggio al pudore. La moda ufficiale propone prendisole al ginocchio, bustini doppiopetto con gonnelline a godet. Il costume più diffuso è intero, con gonnellino stretto e aderente. I tessuti usati sono rasatello e popeline, mentre le giacche a tunichetta da portare sopra i calzoncini corti sono in piquet, spesso a righe verticali che slanciano la figura. Bermuda al ginocchio, casacche con cappuccio, e in testa, per il bagno, turbante di spugna o cuffia di petali di gomma, di gran moda alla fine degli anni Cinquanta. I sandali sono di paglia o di pelle ma furoreggiano anche le ballerine basse. Grandi camicioni infine sono usati anche per cambiare il costume in mancanza della cabina.

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Negli anni Sessanta il costume a due pezzi risulta ormai accettato, anzi nasce ogni anno una tendenza diversa, per forme, accessori e fantasie. Dalla metà degli anni Sessanta in poi le donne sembrano cercare di mostrarsi ancora più svestite. I bikini hanno reggiseni imbottiti e slip allacciati sui fianchi, con ricami, perline, tessuti a uncinetto. La novità è la rivoluzionaria Lycra (marchio depositato dalla Du Pont), che garantisce aderenza al corpo e che asciuga velocemente.

costume anni 60
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Il decennio dei Sessanta è da ricordare anche per lo scandalo, in America, suscitato dal primo topless, o monokini, indossato per la prima volta nel 1964 da una ragazza americana sul Lago Michigan. La moda degli Hippies e dei figli dei fiori influenza gli anni Settanta. Costumi ridotti, reggiseni a triangolo, senza imbottiture o strutture particolari, indossati con sandali dalla zeppa in sughero altissima, e pantaloni a zampa di elefante. Arriva anche in Italia la moda del topless, dapprima suscitando scandalo e poi entrando nelle abitudini comuni delle spiagge italiane. In una revival di stili, costumi interi, olimpionici e bikini, in una sfilata di modelli che ogni anno, con l’arrivo dell’estate, si rinnovano.

 

costume anni 70
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